up
Per una visualizzazione ottimale di questo sito web è consigliata l’installazione di una versione più recente del vostro browser

 

Arte riprogrammata: un manifesto aperto

Il progetto mira a coinvolgere un gruppo di artisti e designer italiani e svizzeri nel processo di ri-programmazione attraverso tecnologie open source di alcune opere d’arte del Gruppo T.

Negli anni sessanta, il Gruppo T ha creato opere d’arte i cui spettatori erano utenti attivi. Attraverso l’organizzazione di un workshop e di una mostra, il progetto «Arte ri-programmata: un manifesto aperto» mira a coinvolgere un gruppo di artisti e designer italiani e svizzeri nel processo di ri-programmazione attraverso tecnologie open source di alcune opere d’arte del Gruppo T. Gli artisti espanderanno le opere tramite la programmazione di comportamenti interattivi e rilasceranno una documentazione in Creative Commons per supportare la riproducibilità e l’estensione di queste sperimentazioni da parte di altre persone.

Coordinatori
Serena Cangiano e Davide Fornari
in collaborazione con:
Massimo Banzi, Costantino Bongiorno, Federica Martini, Sibylle Omlin,
Iolanda Pensa, Zoe Romano, Azalea Seratoni
Artisti
Giovanni Anceschi, Davide Boriani, Gianni Colombo, Gabriele Devecchi, Martin Fröhlich, ToDo (Fabio Franchino, Giorgio Olivero), Grazia Varisco, Yvonne Weber

Leggi tutto

Agli inizi degli anni sessanta l’idea che l’opera d’arte potesse essere completata dall’azione-interazione dello spettatore si concretizza grazie alla sperimentazione di gruppi di artisti che, in modo pioneristico, introdussero nel processo di realizzazione dei loro progetti l’uso della tecnologia e l’applicazione di un approccio algoritmico. Rispetto a questo tipo di sperimentazione, le opere degli artisti del Gruppo T rappresentano un punto di riferimento utile per interpretare un tipo di arte che fu definita Arte Programmata e che, in seguito, gettò le basi per lo sviluppo dell’arte interattiva.
Lavorando alla creazione di ambienti e artefatti interattivi tramite meccanismi cinetici ed effetti ottici e combinando design, arte e tecnologia, il Gruppo T propose nuovi codici di lettura dell’arte in cui gli spettatori diventarono utenti e co-autori dell’opera partecipando all’atto creativo con l’azione diretta del loro corpo.
Oggi questa idea di creazione e progettazione partecipata di opere interattive si sta riconfigurando: lo sviluppo di hardware e software open source, l’open design e la diffusione dell’uso di licenze Creative Commons permettono l’attivazione di processi progettuali collaborativi in cui gli utenti co-autori diventano membri di comunità diffuse in rete che condividono saperi al fine di completare o estendere il lavoro degli artisti e dei designer.
Il progetto Arte ri-programmata: un manifesto aperto si concentra sul tema dell’impatto dell’introduzione in ambito artistico dei metodi e degli approcci dell’open source hardware e software e dell’open design, ovvero lo sviluppo di artefatti fisici e tecnologici le cui informazioni e specifiche d’implementazione sono rilasciate pubblicamente con licenze Creative Commons. Attraverso l’organizzazione di un workshop e di una mostra, il progetto mira a coinvolgere un gruppo di artisti digitali e designer italiani e svizzeri nel processo di riprogrammazione delle opere di arte programmata del Gruppo T. Durante delle sessioni di hacking sarà chiesto agli artisti di realizzare nuovi lavori a partire dalle opere del Gruppo T tramite l’implementazione di comportamenti interattivi programmabili attraverso tecnologie hardware e software open source e di rilasciare una documentazione aperta in Creative Commons che supporti la riproducibilità, l’estensione e il completamento partecipativi del le opere ri-programmate da parte di altre persone. Gli artisti digitali e i designer coinvolti nel progetto saranno supportati nell’operazione di hacking e creazione delle nuove opere ri-programmate da esponenti del Gruppo T e da una serie di esperti del settore della tecnologia open source, open design e Creative Commons. L’interazione con gli artisti del Gruppo T e gli esperti permette di fare ricerca su come espandere i concetti fondamentali dell’arte programmata attraverso l’integrazione dei processi, dei metodi e delle tecniche dei domini
open source. I risultati del progetto vengono esposti in una mostra-evento presso il partner italiano del progetto e includeranno la descrizione del processo di hacking delle opere del Gruppo T; le opere e la documentazione degli artisti e dei designer coinvolti nel progetto, testi critici e teorici. Tutti i materiali prodotti potranno essere migliorati ed estesi in maniera collaborativa.

Partner e Sponsor